Se avete tempo per un libro…

novembre 29, 2008 on 4:45 pm | In libri e film | No Comments

Noi bambini di strada

I bambini di strada sono arrivati molto tardi a Koinonia, nel 2000. Prima quattro, poi dodici e poi sessanta, così, di colpo. Li chiamavano mishanga, cioè «sigaretta», perché all’inizio della loro comparsa cercavano di sopravvivere vendendo sigarette sfuse. Quando arrivarono si pensò di chiamare il centro Mthunzi, «rifugio» appunto, «riparo» per quei bambini con gli occhi rossi e lo sguardo perso nel vuoto.

Titolo: Noi bambini di strada
Autore: Chiara Michelon
Editore:i Robinson / Letture

Se avete tempo per un libro…

novembre 23, 2008 on 9:44 am | In libri e film | No Comments

Oggi vi segnalo un libro di favole, dal Benin. Nei villaggi del Benin si veglia fino a tardi. Attorno ai fuochi e alle lampade a petrolio gli anziani raccontano le storie udite dai loro genitori e nonni, in una magica catena orale che, dai tempi ancestrali, unisce le generazioni e rievoca la mitica età dell’armonia tra uomini, animali e piante.
Quando il cielo era tanto vicino che lo si poteva toccare con le dita, il gallo chiamava la pioggia, il caprone parlava, lo scimmione si truccava per conquistare la ragazza più bella, e la piccola Senan, trovando una papaia matura, diceva “la regalerò alla mamma”.
In Benin si parlano oltre quaranta lingue e ci sono diverse decine di etnie.
I racconti presentati in questa raccolta provengono dalle culture lokpa, ditammari, bariba, peul, fon, mina.

Titolo: La papaia di Senan – Favole dal Benin
Autore: Paolo Valente, giornalista e scrittore

Se avete tempo per un libro…

ottobre 25, 2008 on 6:21 pm | In libri e film | No Comments

Oggi vi consiglio il romanzo “Schegge di fuoco” di Gamal al Gitani. Nato nel 1945 in Egitto, deve la sua fama soprattutto al romanzo storico Zayni Barakat (1964), tradotto in molte lingue, che lo ha reso celebre anche in Europa.
Oggi è considerato una delle figure più significative della letteratura araba contemporanea. Vive a Il Cairo dove dirige l’autorevole giornale letterario Akhbar al-Adab.
Nella raccolta di racconti Schegge di fuoco, scritti tra il 1992 e il 1996 e per cui ha vinto il premio Grinzane Cavour 2006, si ritrovano tutte le tematiche che caratterizzano la narrativa di Ghitani: il viaggio; l’elemento autobiografico; in alcuni casi, la visione tradizionale del Cairo e la presenza femminile.
Tra passato e presente.

Titolo: Schegge di fuoco
Editore: Jouvence

Orzowei

aprile 13, 2008 on 5:57 pm | In libri e film | No Comments

oggi vorrei segnalarvi un libro, vecchiotto forse, ma che rispecchia molto dell’africa… 

ORZOWEI

Romanzo di Alberto  Manzi

« Forse è un Swazi, o un bianco, o uno del piccolo popolo. È tutti e tre, o forse nessuno dei tre. Eppure io ho visto: Boscimani, negri, bianchi sono stati capaci di amarlo e di sacrificarsi per lui quando lo hanno conosciuto. Ed egli ha amato tutti. Ecco: quando ci conosciamo, anche se la nostra pelle è di un altro colore, ci amiamo..Capitevi ,ha detto .Già comprendiamoci. Il Grande Padre ha parlato  attraverso lui.  Solo  se ci comprenderemo a vicenda , solo se guarderemo al cuore e non al colore della pelle che  quel cuore ricopre,solo allora potremo vivere insieme , felici . Se no se no  sarà la fine di tutti”.  »

Dal libro “ Saggio Pao”

Trama

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E’ la storia di Isa ,  un bambino bianco abbandonato nella foresta sudafricana, viene trovato ed allevato come un figlio da un un vecchio grande guerriero e da una vecchia nutrice, ambedue appartenenti ad una tribù di Bantu di etnia Swazi. A causa della sua pelle chiara, Isa non riesce a farsi accettare del tutto dai membri del villaggio, che per schernirlo lo chiamano Orzowei, il “trovato”. Particolarmente ostile è Mesei, il figlio del capo del villaggio. A causa del pregiudizio razziale, Isa non viene accolto fra gli adulti guerrieri della tribù pur avendo superato la drammatica prova dell’iniziazione. Decide quindi di allontanarsi dal villaggio e si rifugia nella foresta, dove viene accolto da una tribù di Boscimani e nuovamente adottato come un figlio dal saggio Pao. Suo malgrado, Orzowei si troverà a lottare contro gli Swazi che lo hanno allevato per primi, e a porre fine al conflitto sconfiggendo proprio il suo nemico di sempre, Mesei.

Moolaadé

marzo 13, 2008 on 9:22 pm | In libri e film | No Comments


Si alzerà dalle donne il grido di ribellione dell’Africa oppressa.

E sarà una ribellione pacifica, senza strepito e violenze. Soprattutto senza violenze, in reazione a quelle che hanno subito e subiscono fin da prima ancora di Cristo e di Maometto, come sottolinea il regista Sembene, le donne del suo paese, il Senegal, ma anche le donne del Burkina Faso, dove si trova il villaggio di Djerisso in cui è ambientato Moolaadé, e dell’intera Africa. È una storia semplice e di grande efficacia quella raccontata dal film, che porta alla luce, rendendola palese, la realtà drammaticamente attuale del rito dell’escissione, letto come purificazione, tra le bambine in età pre-puberale presso le tribù dei paesi africani a maggioranza musulmana. In un ambiente di stampo patriarcale, le donne non hanno alcun diritto di scegliere e di decidere per sé e per il proprio destino.

Collè Ardo è l’unica nel suo villaggio a non aver escisso la figlia, cioè a non averla sottoposta a una mutilazione del sesso femminile – rituale che ancora viene praticato presso alcune etnie africane. Quattro bambine, un giorno, si recano a casa della donna e le chiedono “moolaade”, protezione. Non vogliono subire l’escissione. Collè Ardo tende una corda all’entrata della propria capanna: nessuno potrà entrare. Il villaggio è in subbuglio: uomini, donne anziane, il capo della comunità: tutti sono contro Collè Ardo, ma lei – con coraggio e determinazione – cerca di resistere e di far valere le proprie ragioni e quelle delle bambine che, con amore e consapevolezza, ha deciso di proteggere. Essere donna in Africa non è facile.

E non solo in Africa. Ousmane Sembene – pioniere senegalese del cinema africano, scomparso all’età di 84 anni il 9 giugno 2007 – vince con Moolaadè la sezione Un certain regard a Cannes, edizione 2004.

Il film è il secondo di una trilogia sull’eroismo quotidiano in Africa, tema caro all’autore che da sempre si interessa ai problemi sociali del proprio continente, facendo critiche e riflessioni attente e precise sul rapporto tra Tradizione e Modernità e che in questo film parla – con una sensibilità rara per un uomo – della tragedia delle mutilazioni fisiche, ma soprattutto, psicologiche, frutto di una mentalità retrograda e di gesti criminali.

Un racconto di ampio respiro: ritmo lento (come dovrebbe essere il tempo del pensiero), tinte pastello per il villaggio assolato, commento musicale da fiaba ancestrale: questi elementi, propri del cinema epico, per far discutere sull’ignoranza e sulle pratiche superstiziose ancora in vigore in molti stati del Sud del mondo, ma anche sulla condizione femminile in società chiuse e maschiliste. Nel finale la macchina da presa inquadra un’antenna televisiva: il popolo africano (ma solo la gente d’Africa?) deve imparare a rispettare il Passato, ma anche a guardare il Futuro con maggior rispetto delle identità e dei diritti umani.

Regia: Ousmane Sembene
Titolo Originale: Moolaadé
Soggetto: Ousmane Sembene
Sceneggiatura: Ousmane Sembene
Genere: Drammatico – Sociale
Durata: 117 min.
Nazionalità: Senegal, Francia
Anno: 2004
Produzione: Ciné-Sud Promotion, Cinétéléfilms, Filmi Domireew, Les Films Terre Africaine
Distribuzione: Lucky Red
Guarda il trailer di Moolaade
http://www.icine.it/php/trailer.php?id=5861

Si ringrazia per i contenuti
www.mymovies.it
www.cineboom.it (Severino Faccin)

Più info su Ousmane Sembene
http://www.ousmanesembene.com/
   

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