Africa delle meraviglie
marzo 27, 2008 on 9:29 pm | In Africa | No Comments|
Città d’arte, siti archeologici, storici luoghi di culto, testimonianze del passato coloniale: un assaggio di un’aspetto dell’Africa ancora troppo poco conosciuto.
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| Il turismo in Africa è spesso sinonimo di safari nei grandi parchi nazionali, bianche spiagge e paradisi naturali. Le piramidi egiziane o la città di Timboctù suggeriscono l’idea che le opere d’arte africane siano più uniche che rare. Invece, degli 830 siti individuati e protetti come patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’ UNESCO, 107 si trovano in Africa. E non riguardano solo luoghi naturali come il monte Kenya, il cratere Ngorongoro in Tanzania o le cascate Vittoria dello Zambesi: nella lista ci sono siti archeologici, vere e proprie opere d’arte architettoniche e religiose, e testimonianze del passato coloniale dal valore inestimabile. Abbiamo scelto 7 di questi tesori, “7 meraviglie d’Africa”, che vi presentiamo sperando di darvi nuovi suggerimenti per le mete delle vostre vacanze.
Lalibela – famosissimo luogo di pellegrinaggio, Lalibela è uno dei centri più importanti del cristianesimo etiopico ed ortodosso. Undici chiese ipogee scavate nella roccia, nel cuore dell’Etiopia.
Danze e maschere gelede -i beni immateriali da tutelare: le maschere gelede degli yoruba, tra Benin, Nigeria e Togo. Lo “spettacolo supremo” |
I signori delle montagne
marzo 27, 2008 on 9:22 pm | In Africa | No Comments
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Con meno di 700 esemplari che vivono nei parchi della regione africana dei grandi laghi, i gorilla di montagna sono una specie a rischio di estinzione. Anche se negli ultimi anni la popolazione sta aumentando, i pericoli sono ancora molti, come testimonia una recente strage: 6 i gorilla uccisi con arma da fuoco nel Parco nazionale del Virunga, in Repubblica Democratica del Congo.
L’uomo li ha incontrati per la prima volta poco più di 100 anni fa: un ufficiale tedesco, Robert von Beringe (il nome scientifico è infatti Gorilla beringei beringei) si imbatté in questa nuova specie di primati mentre esplorava la catena vulcanica di Virunga, una formazione montuosa coperta da una fitta vegetazione tropicale che si estende dal Congo al Ruanda, fino a raggiungere l’Uganda. Da nuova specie a specie in via d’estinzione Nuove minacce Altri link: |
Namibia day
marzo 27, 2008 on 9:11 pm | In Mostre, spettacoli, manifestazioni | No CommentsGiovedì 27 marzo, si terrà presso l’hotel Andreola, dalle ore 9.30, l’incontro con la
nterverranno all’incontro il Vice Premier e Ministro dell’Educazione della Namibia
Biltong
marzo 13, 2008 on 9:51 pm | In cucina tipica e ricette | No CommentsIl biltong è un alimento tipico della cultura afrikaner sudafricana e diffuso soprattutto in Sudafrica e Namibia.
È costituito da carne essiccata, marinata, speziata e tagliata a strisce o a pezzetti sottili.
Può essere fatto con la carne di manzo o di struzzo, o anche con diversi tipi di selvaggina (per esempio fagiano, orice, eland o springbok); si può anche usare il pesce, nel qual caso prende il nome di bokkoms.
Viene venduto in bustine di plastica ed è considerato più uno snack che un piatto da servire a tavola. La parola “biltong” deriva dal neerlandese bil (scamone) e tong (striscia).
Il biltong nacque nel XVII secolo nella Colonia del Capo (attuale Sudafrica), come evoluzione di una ricetta olandese per la carne tagliata a strisce e marinata con aceto, spezie e sale. La necessità di conservare la carne in un ambiente caldo, e proteggerla dagli insetti, portò a modificare questa ricetta aggiungendo il procedimento dell’essiccazione. Questa idea si diffuse e si sviluppò ulteriormente nel periodo del Grande Trek, in cui i boeri voortrekker che partivano dal Capo di Buona Speranza verso l’interno dovevano portare con sé scorte di cibo per molti giorni di viaggio.
Preparazione
Gli ingredienti tradizionali del biltong sono l’aceto di mele, il sale, il coriandolo, il pepe e lo zucchero.
A questi possono essere aggiunti altri sapori, come nitrato di potassio, aceto balsamico, aglio, salsa Worcestershire e cipolla.
La carne viene tagliata lungo le venature naturali, in strisce o piccoli pezzi, e marinata per diverse ore prima di essere cosparsa di spezie. Il preparato viene quindi lasciato riposare per qualche ora, e poi messo ad essiccare (tradizionalmente all’aperto, oppure in scatole di cartone o di legno).
L’essiccazione deve durare circa 4 giorni. Al termine del procedimento, il biltong assume un colore molto scuro (talvolta quasi nero) e una consistenza molto solida. Per questo motivo, le strisce o i pezzetti devono essere di piccole dimensioni e sottili, in modo che sia possibile masticarli senza fatica.
Distribuzione
Il biltong si trova praticamente in tutti i supermercati e negozi di alimentari del Sudafrica e della Namibia, normalmente con una certa scelta di sapori e di carni.
Poiché viene considerato uno snack, non è infrequente trovarlo anche presso i distributori di benzina, nei bar e in luoghi analoghi. Ci sono anche negozi (o chioschi) specializzati nella vendita di biltong.
Cucina Namibiana
marzo 13, 2008 on 9:48 pm | In cucina tipica e ricette | No CommentsLa cucina della Namibia molto simile alla cucina Sudafricana; è influenzata dalla gastronomia tedesca.
I suoi piatti sono principalmente a base di pesce sempre freschissimo e di carne ottima e a buon mercato, considerando che
Le pregiate carni dell’oryx, del kudu e dell’antilope si trovano facilmente in quasi tutti i ristoranti della capitale, queste carni vengono solitamente servite affumicate o come patè. Altri piatti comuni sono le bistecche di struzzo, i filetti e i biltong (stringhe di carne secca).
La costa offre inoltre frutti di mare e pesce sempre fresco: aragoste, ostriche, sogliole, kinglip e steenbras.
L’influenza tedesca si può notare nel vasto assortimento di salumi, nei vari tipi di pane e nell’ottima pasticceria.
La birra locale è buona, leggera e rinfrescante.
Cucina Sudafricana
marzo 13, 2008 on 9:34 pm | In cucina tipica e ricette | No CommentsAccanto ad una cucina internazionale di prima qualità in grado di accontentare coloro che non amassero esperienze culinarie nuove, la cucina sudafricana presenta un cocktail di sapori assolutamente stupefacente.
rusk sono biscotti a doppia cottura utile agli escursionisti di oggi come ai voortrekker di un tempo; le boerewors, salsicce piccanti, sono abbastanza diffuse insieme alle braaiwors, salsicce di barbecue di pasta meno pregiata; il pojiekos, cibo tradizionale delle famiglie boere di un tempo, è uno stufato a base di carne e verdura che va cucinato per ore sui carboni ardenti.
Da provare la birra locale fatte con il sorgo o mais m chiamata familiarmente “ shake shake” ( occorre scuotere la lattina prima di berla) ha un tasso alcolico molto basso ma è molto nutriente.
Eventi di musica, arte e cultura africana
marzo 13, 2008 on 9:32 pm | In Mostre, spettacoli, manifestazioni | No CommentsAfrica e Mediterraneo pubblica per la prima volta in Italia un album di Goorgoorlou, il più famoso personaggio del fumetto senegalese. L’autore T.T. Fons sarà presente in Italia per una serie di incontri con il pubblico. Giovedì 13 marzo 2008 dalle ore 21 al Circolo dei Lettori di Torino (Palazzo Granieri della Roccia in Via Bogino 9) sarà possibile incontrare l’autore, definito come il più noto autore di fumetti del Senegal, che presenterà l’album del suo personaggio Goorgoorlou pubblicato per la prima volta in italiano. Lo stesso giorno a Torino si riunirà la giuria della 4° edizione del Premio Africa e Mediterraneo per il miglior fumetto inedito di autore africano, costituita dallo stesso fumettista T.T. Fons, Sandra Federici, direttrice della rivista Africa e Mediterraneo, Andrea Marchesini Reggiani, responsabile del progetto Africa Comics, Paolo Guiducci, rivista Fumo di China, Daniele Statella, fumettista, Christophe Cassiau-Haurie, delegato culturale dell’Ambasciata di Francia all’Isola Mauritius. Dopo la presentazione del fumetto, i membri della giuria proclameranno i vincitori delle tre sezioni del Premio: Soggetto libero, Diritti umani, Storie di Migrazione.
A Pordenone, invece, dal 7 al 25 marzo 2008, presso Cinemazero (Galleria ZeroImage), all’interno della rassegna “Gli occhi dell’Africa: rassegna di cinema africano” sarà allestita la mostra di fumetti “Goorgoorlou. Un eroe senegalese”.
L’iniziativa è promossa da Africa e Mediterraneo e Collegio del Mondo Unito, Time for Africa Onlus, Associazione Multiculturale per l’integrazione degli Immigrati – Udine, Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone e Cinemazero.Il 7 marzo è stata inaugurata ufficialmente la mostra attraverso un convegno. I temi trattati sono stati numerosi: “Il personaggio di Goorgoorlou e il pubblico senegalese” (con T.T. Fons), “Il fumetto come strumento di denuncia sociale in Africa” (con Sandra Federici), “L’atelier di fumetto Africa Comics a Dakar” (con Andrea Marchesini Reggiani), “La comunicazione attraverso il fumetto nell’azione delle ONG” (con il presidente di Time for Africa Umberto Marin).
Goorgoorlou è l’uomo medio senegalese, eterno disoccupato, che si arrabatta per le strade di Dakar per recuperare qualche spicciolo per la spesa quotidiana della famiglia.
Il personaggio di Fons ha avuto un grandissimo successo nel suo paese, grazie anche alla trasposizione in un telefilm trasmesso quotidianamente alla Radio Télévision Senegalaise.
Nel maggio 2006, Africa e Mediterraneo ha organizzato a Dakar, nell’ambito delle iniziative OFF della Biennale d’arte contemporanea, un workshop di fumetto per autori locali condotto dagli autori italiani Maurizio Ribichini e Manuel De Carli e dagli autori senegalesi T.T. Fons e Samba Ndar Cissé.
Il workshop è stato tenuto anche a ottobre 2007 con la fumettista Anna Ciammitti.
Le brevi storie sono state realizzate sia da autori esordienti sia da autori che da tempo cercano di affermarsi nei loro paesi come professionisti; tra i temi su cui si è lavorato c’era quello dell’emigrazione verso l’Europa come prospettiva per i giovani senegalesi. C’è chi l’ha affrontato in maniera ironica, chi avventurosa, chi ancora drammatica: per tutti è un discorso estremamente vicino, che connota la cultura in cui sono immersi.
Il progetto Africa Comics a Dakar è realizzato da Africa e Mediterraneo in collaborazione con il Centre Associé pour l’Education au Média di Dakar e della Municipalità del Quartiere di Grand Dakar e del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico.
L’iniziativa di Pordenone invece è realizzata in collaborazione con Time for Africa Onlus e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.
Per info
Africa e Mediterraneo
Via Gamberi 4 – 40037
Sasso Marconi
Tel.
+39 051 840166
Fax. +39 051 6790117
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Moolaadé
marzo 13, 2008 on 9:22 pm | In libri e film | No CommentsE sarà una ribellione pacifica, senza strepito e violenze. Soprattutto senza violenze, in reazione a quelle che hanno subito e subiscono fin da prima ancora di Cristo e di Maometto, come sottolinea il regista Sembene, le donne del suo paese, il Senegal, ma anche le donne del Burkina Faso, dove si trova il villaggio di Djerisso in cui è ambientato Moolaadé, e dell’intera Africa. È una storia semplice e di grande efficacia quella raccontata dal film, che porta alla luce, rendendola palese, la realtà drammaticamente attuale del rito dell’escissione, letto come purificazione, tra le bambine in età pre-puberale presso le tribù dei paesi africani a maggioranza musulmana. In un ambiente di stampo patriarcale, le donne non hanno alcun diritto di scegliere e di decidere per sé e per il proprio destino.
Collè Ardo è l’unica nel suo villaggio a non aver escisso la figlia, cioè a non averla sottoposta a una mutilazione del sesso femminile – rituale che ancora viene praticato presso alcune etnie africane. Quattro bambine, un giorno, si recano a casa della donna e le chiedono “moolaade”, protezione. Non vogliono subire l’escissione. Collè Ardo tende una corda all’entrata della propria capanna: nessuno potrà entrare. Il villaggio è in subbuglio: uomini, donne anziane, il capo della comunità: tutti sono contro Collè Ardo, ma lei – con coraggio e determinazione – cerca di resistere e di far valere le proprie ragioni e quelle delle bambine che, con amore e consapevolezza, ha deciso di proteggere. Essere donna in Africa non è facile.
E non solo in Africa. Ousmane Sembene – pioniere senegalese del cinema africano, scomparso all’età di 84 anni il 9 giugno 2007 – vince con Moolaadè la sezione Un certain regard a Cannes, edizione 2004.
Il film è il secondo di una trilogia sull’eroismo quotidiano in Africa, tema caro all’autore che da sempre si interessa ai problemi sociali del proprio continente, facendo critiche e riflessioni attente e precise sul rapporto tra Tradizione e Modernità e che in questo film parla – con una sensibilità rara per un uomo – della tragedia delle mutilazioni fisiche, ma soprattutto, psicologiche, frutto di una mentalità retrograda e di gesti criminali.
Titolo Originale: Moolaadé
Soggetto: Ousmane Sembene
Sceneggiatura: Ousmane Sembene
Genere: Drammatico – Sociale
Durata: 117 min.
Nazionalità: Senegal, Francia
Anno: 2004
Produzione: Ciné-Sud Promotion, Cinétéléfilms, Filmi Domireew, Les Films Terre Africaine
Distribuzione: Lucky Red
Guarda il trailer di Moolaade
http://www.icine.it/php/trailer.php?id=5861
www.mymovies.it
www.cineboom.it (Severino Faccin)
http://www.ousmanesembene.com/
.ZA giovane arte dal Sudafrica al Palazzo delle Papesse di siena
marzo 13, 2008 on 9:11 pm | In Mostre, spettacoli, manifestazioni | No Comments.ZA giovane arte dal Sudafrica al Palazzo delle Papesse di siena
2 Febbraio – 4 Maggio 2008
a cura di Marlene Dumas, Lorenzo Fusi, Kendell Geers, Bernie Searle, Minnette Vári, Sue WilliamsonPalazzo delle Papesse apre la programmazione del 2008 con la mostra collettiva .za – giovane arte dal Sudafrica. L’esposizione è stata ideata da Lorenzo Fusi, che ha chiamato cinque affermati artisti sudafricani – Marlene Dumas, Kendell Geers, Bernie Searle, Minnette Vári, Sue Williamson – a collaborare in qualità di co-curatori a questo evento. A ciascuno è stato chiesto di segnalare il nome e l’opera di alcuni giovani artisti di età non superiore ai trentacinque anni. Sono stati così raccolti oltre venti lavori, per altrettanti artisti, perlopiù sconosciuti o pochissimo noti al pubblico italiano ed europeo.
L’esposizione costituisce una sorta di passaggio delle consegne fra gli artisti coinvolti e un omaggio da parte di coloro che già si sono guadagnati visibilità e una solida reputazione a livello internazionale nei confronti dei più giovani colleghi, spesso confinati nell’isolamento geografico di questa estrema propaggine del continente africano. Così, dalla generazione che ha ottenuto ampia visibilità – fra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio – sull’onda dell’entusiasmo della comunità internazionale per la fine dell’Apartheid, si passa a quella recentissima e ancora in cerca di affermazione, maturata durante il processo di stabilizzazione politica che ha visto il Sudafrica trasformarsi – non senza difficoltà e contraddizioni – in una democrazia moderna.
L’esposizione guarda al Sudafrica con gli occhi dei sudafricani, non con quelli dell’Occidente, sconfessando letture preconcette e interpretazioni stereotipate della cultura del paese. Lo spaccato che ne emerge mette in risalto le conflittualità non sanate di una società multietnica, che si dibatte fra tradizioni e modernismi, fortemente protesa verso il futuro, anche in funzione del rilancio d’immagine che intende offrire in occasione dei Mondiali di calcio del 2010.
Le opere scelte non sono unite da un tema comune, ma testimoniano la diversità espressiva e dell’argomentare nell’attuale panorama artistico sudafricano, anche se – per molti degli artisti coinvolti – è possibile rintracciare una comune matrice nell’esperienza postconcettuale.
Per quanto spesso politicamente e socialmente impegnata, la ‘nuova arte’ dal Sudafrica non è più solamente inquadrabile in relazione all’Apartheid. Sembra, anzi, che i giovani artisti convocati per la mostra si impegnino nel superare questa lettura facile e univoca. Dibattuti fra rimanere in patria o emigrare, fra l’impegno sul campo e la diaspora, gli artisti di .za esemplificano perfettamente la condizione dell’intellettuale o dell’operatore culturale in posizione periferica all’interno del mondo globalizzato, dove – nonostante tutto sembri essere a portata di mano – il periferico rimane comunque e invariabilmente tale.
Tutti gli artisti presenteranno opere inedite, in molti produrranno lavori nuovi o installazioni site-specific espressamente concepite per l’occasione in rapporto agli spazi del Palazzo.
In mostra opere di Colleen Alborough, Bridget Baker, Zander Blom, Dineo Bopape, Ismail Farouk, Frances Goodman, Simon Gush, Nicholas Hlobo, Moshekwa Langa, Churchill Madikida, Nandipha Mntambo, Zanele Muholi, Ruth Sacks, Sean Slemon, Doreen Southwood, Mikhael Subotzky, Johan Thom, Nontsikelelo Lolo Veleko, James Webb, Ina van Zyl.
Il catalogo Silvana Editoriale edito in edizione bilingue, conterrà testi critici dei curatori.
Contemporaneamente a .ZA, si inaugurerà anche il nuovo progetto Bookshop con un’installazione di Paul Morrison.Ascolta Radio Papesse, l’unica radio d’arte contemporanea italiana: www.radiopapesse.org
Palazzo delle Papesse – Centro Arte Contemporanea
Via di Città, 126 – Siena
tel. 0577.22071 – fax 0577.42039
info@papesse.org
www.papesse.org
L’uomo decide e gli elefanti muoiono…
marzo 7, 2008 on 12:56 pm | In Africa | No CommentsNei giorni scorsi è uscita la notizia che il governo sudafricano, dal 1 maggio 2008, consentirà l’abbattimento degli elefanti quando essi sono in soprannumero.
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